Laurea magistrale in International Economics and Business Management

Corso a esaurimento (attivi gli anni successivi al primo)

International industrial policy

Codice insegnamento
4S003748
Docenti
Angelo Zago, Vania Licio
Coordinatore
Angelo Zago
crediti
9
Settore disciplinare
SECS-P/02 - POLITICA ECONOMICA
Lingua di erogazione
Inglese
Periodo
primo semestre magistrali dal 30-set-2019 al 20-dic-2019.

Orario lezioni

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Obiettivi formativi

L’insegnamento di International Industrial Policy ha come scopo l’analisi economica delle scelte d’internazionalizzazione delle imprese. Rispetto alla teoria tradizionale del commercio internazionale, basata sui vantaggi comparati e/o sui ritorni di scala crescenti, in questo insegnamento l’enfasi è posta sulle recenti teorie del commercio internazionale che si focalizzano sulle scelte a livello d’impresa. La globalizzazione ha cambiato sostanzialmente l'economia mondiale e la natura delle imprese. C'è stato un aumento di investimenti diretti esteri (IDE), e un terzo del commercio internazionale è rappresentato da scambi tra diversi impianti della stessa impresa. L’acquisizione di beni intermedi da fornitori esteri è ormai una pratica comune. Riconoscendo che sono le imprese - non i paesi – ad essere coinvolte nel commercio internazionale, gli sviluppi più recenti della teoria del commercio internazionale indagano le decisioni di esportare e investire all'estero effettuate a livello di impresa. L’obiettivo dell’insegnamento è dunque quello di fornire gli strumenti analitici e concettuali – sia teorici che empirici – per comprendere le scelte di internazionalizzazione delle imprese, si tratti di esportazioni, importazioni, o investimenti diretti esteri. Il corso è tenuto in lingua inglese Al termine del corso gli studenti saranno in grado di: -comprendere le ragioni economiche e gli effetti delle scelte di internazionalizzazione delle imprese; -- avere una visione d’insieme delle problematiche insite nei processi di internazionalizzazione; 3 - leggere ed elaborare criticamente ed autonomamente le problematiche e le prospettive che caratterizzano le imprese impegnate sui mercati esteri sia per la produzione che per la commercializzazione dei loro prodotti. - Infine, lo studente apprenderà anche delle competenze trasferibili, quali autonomia di giudizio e senso critico rispetto ai temi trattati, abilità comunicative scritte, e capacità di apprendere anche in modo autonomo.

Programma

Ci occuperemo dei principali modelli che considerano le decisioni delle imprese di esportare e/o investire all'estero; si discuterà di come le scelte commerciali possono influenzare (e sono a loro volta influenzate da) la forma organizzativa delle imprese; si discuterà dell'evoluzione delle catene globali del valore e dei principali flussi degli scambi di beni e servizi. Mentre l'attenzione sarà sulle tendenze generali e sui principali fenomeni, si toccheranno anche i problemi delle piccole e medie imprese italiane (PMI) che competono sui mercati mondiali.
Più in dettaglio, l’insegnamento si articola in due parti principali: una prima parte che illustra le principali teorie economiche che spiegano il funzionamento ed i confini verticali delle imprese; una seconda parte invece nella quale si introducono le teorie del commercio internazionale che spiegano i flussi commerciali tra imprese.
Più in dettaglio:
I. Teoria dell’impresa:
- Confini verticali dell’impresa: costi di transazione e diritti di proprietà.
II. Teoria del commercio internazionale:
- Vantaggio comparato, ritorni crescenti e concorrenza monopolistica.
- Export: Imprese eterogenee e la scelta di esportare.
- Off-shoring: Investimenti diretti all’estero (IDE), orizzontali e verticali.
- Outsourcing: Subfornitura e internazionalizzazione.
- Catene Globali del Valore.
- Stima empirica del flussi commerciali (gravity equations).
Durante lo svolgimento dell’insegnamento, sono previsti alcuni interventi:
1. di colleghi accademici provenienti da università estere, per approfondire alcune tematiche:
- Prof. B. McKern (University of Technology Business School, Sydney), sui modelli di business delle multinazionali e le modalità di entrata nel mercato cinese;
- Prof. Y. Ding (School of Economics, Jilin University, China), sul contenuto tecnologico dei prodotti e la posizione nelle catene globali del valore;
- Prof. G. Chiappini (University of Bordeaux), sull’analisi empirica dei flussi commerciali.
2. di qualificati operatori, per illustrare le problematiche operative più rilevanti per le imprese impegnate sui mercati esteri.

Testi di riferimento
Autore Titolo Casa editrice Anno ISBN Note
RICKETTS M. The Economics of Business Enterprise. An Introduction to Economic Organization and the Theory of the Firm Edward Elgar  

Modalità d'esame

Programma, materiali di studio e modalità d’esame sono i medesimi per studenti frequentanti e non. Coerentemente con i contenuti dell’insegnamento, l’esame di International Industrial Policy prevede:
I) una VERIFICA SCRITTA nella quale viene chiesto allo studente di:
a) rispondere ad alcune domande di teoria (2-3) e ad un “tema di attualità”; nella domanda di attualità viene chiesto di commentare criticamente fatti di attualità economica legati ai contenuti del l’insegnamento per valutare le capacità di comprensione più applicate e l’autonomia di giudizio critico degli studenti;
b) rispondere a delle domande con risposta multipla, su temi di teoria.
Le domande di teoria – sia quelle aperte che quelle a risposta multipla - servono per determinare il livello di conoscenza e la capacità di comprensione degli argomenti dell’insegnamento da parte degli studenti.
II) Oltre all’esame scritto, è richiesta poi la preparazione di un SAGGIO (o caso-studio o tesina), su un argomento a scelta dello studente, sviluppando un elaborato di circa 2.000 parole che deve essere consegnato il giorno dell’esame (stampato su carta A4 bianca, in fronte-retro, interlinea singola, pinzato senza copertine). Il saggio può essere svolto anche in gruppo, in gruppi composti al massimo di 3-4 studenti. Il saggio può riguardare una rassegna critica di un articolo scientifico, l’indagine di un fenomeno attraverso l’analisi di dati, un caso di studio rilevante. Anche il saggio ha lo scopo di verificare l’autonomia di giudizio e capacità di apprendimento degli studenti.
III) Infine, durante l’insegnamento viene data la possibilità agli studenti di preparare una presentazione in gruppo (di circa 4 studenti) su un argomento concordato con il docente.

La media tra le parti I-a) e I-b) determina il voto dell’esame scritto, al quale si possono aggiungere degli altri BONUS così determinati:
i) Saggio – obbligatorio. La sua valutazione avviene su una scala in trentesimi, che porta ai seguenti bonus: se insufficiente, punti -1; se 18-20 trentesimi, punti 0; se 21-23 trentesimi, punti 1; se 24-26 trentesimi, punti 2; se 27-30 trentesimi, punti 3.
ii) Presentazione – per i frequentanti, volontaria. Dà diritto a 0-2 punti.

In sintesi, il VOTO FINALE comprende quindi:
1. il voto conseguito nella verifica scritta,
2. un bonus per il saggio obbligatorio,
3. un eventuale bonus per la presentazione in gruppo.
DURATA BONUS
Tutti i bonus valgono per i quattro appelli d’esame dell’anno accademico 2019-20, cioè fino alla sessione Autunnale 2020 compresa.



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